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Aplogruppo J1 (DNA-Y)

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Storia e origini

I primi uomini J1 sono comparsi nel tardo Paleolitico superiore, appena prima del termine dell’ultima glaciazione. Il campione più antico identificato finora è stato ritrovato nella cava di Satsurblia (circa 13.200 a.C.) in Georgia (Jones et al. (2015)). L’origine dell’aplogruppo J1, dunque, dovrebbe trovarsi nella regione tra il Caucaso, i Monti Zagros, il Tauro e l’Anatolia orientale del Paleolitico superiore.

Così come le altre linee dominanti del Medioriente, pare che anche la popolazione J1 sia andata incontro a un’importante espansione durante il neolitico. Secondo Chiaroni et al. (2010) la regione dove gli aplotipi J1 presentano il maggior grado di diversità genetica è l’Anatolia orientale, vicino al Lago di Van, nel Kurdistan centrale. L’Anatolia orientale e i Monti Zagros sono le regioni dove, circa 11.000 anni fa, gli ovini e i caprini sono stati addomesticati per la prima volta. Secondo le stime di Chiaroni et al., J1-P58 avrebbe cominciato a espandersi tra i 9.000 e i 10.000 anni fa grazie ai pastori provenienti dalla mezzaluna fertile. Nonostante non siano stati analizzati gli altri rami dell’aplogruppo, è probabile che tutte le line J1a1b (L136) sopravvissute condividano questa stessa origine.

I terreni montagnosi del Caucaso, dell’Anatolia e del moderno Iran, inadatti alla coltivazione di cereali, furono il terreno ideale per la domesticazione di ovini e caprini e catalizzarono la propagazione dei pastori J1. Dopo aver colonizzato gran parte dell’Anatolia, i pastori J1 si sarebbero stabiliti nelle regioni montagnose d’Europa come i Balcani meridionali, i Carpazi, l’Italia centrale e meridionale (Appennini, Sicilia, Sardegna), la Francia meridionale, (specialmente in Alvernia), e gran parte della penisola iberica. In Spagna (Cantabria, Asturie), nelle zone con la più alta concentrazione di J1 sembra siano presenti essenzialmente linee discese proprio da questi pastori neolitici provenienti dall’Asia sudorientale.

La gran parte degli Europei appartiene al ramo J1-Z1828, presente anche in Anatolia e nel Caucaso ma non nei paesi arabi. La sotto clade di Z1828 denominata Z1842 è la varietà di J1 più comune in Armenia e in Georgia. Esistono anche due rami europei minori: J1-Z2223,diffusa in Anatolia e in Europa occidentale, e J1-M365.1, presente un po’ ovunque in Europa occidentale. Il fatto che questi aplogruppi siano posti in alto nell’albero filogenetico e che la loro distribuzione in Medioriente sia piuttosto limitata suggerisce che queste linee J1 siano state le prime a lasciare il Medioriente, forse proprio quando i cacciatori-raccoglitori del tardo paleolitico e del mesolitico si spinsero fuori dall’Anatolia e, grazie a diverse ondate migratorie dal neolitico all’età del bronzo, finirono per colonizzare tutta l’Europa occidentale.

Restando in Medioriente, l’analisi degli SNP mostra come il ramo J1-L136 sia prima migrato verso sud a partire dall’Anatolia orientale, e poi si sia diviso in quattro gruppi: verso il resto dell’Anatolia e l’Europa (PF7263), verso il Levante, verso i Monti Zagros meridionali (e forse verso la Mesopotamia meridionale), e infine a sudovest, attraverso il Deserto Arabico, verso la parte montagnosa della penisola araba (soprattutto in Yemen). Quest’ultimo gruppo era formato essenzialmente da linee J1-P56 e ha attraversato il Mar Rosso per stabilirsi in Sudan, in Eritrea, a Djibouti e nel nord della Somalia. Durante il neolitico il clima era molto meno arido di quanto lo sia oggi, e ciò facilitò la migrazione attraverso il Medioriente di queste popolazioni con le loro greggi al seguito.

È quasi certo che i pastori neolitici J1 non furono tribù omogenee costituite solo da linee J1, ma probabilmente contenevano un insieme di linee J1 e T1, come suggerito dalla presenza di entrambi questi aplogruppi nell’Africa nordorientale, in Yemen, in Arabia Saudita, ma anche nella mezzaluna fertile, in Caucaso e nelle regioni montagnose dell’Europa meridionale. Questi dati coincidono con quanto traspare dall’analisi delle linee materne. Ovunque J1 e T1 siano presenti con alte frequenze si trovano anche gli aplogruppi mtDNA HV, N1 e U3 e insieme a questi J, K e T, seppur in misura minore (vedi => Correlazioni degli aplogruppi mtDNA dei pastori J1 e T1). Non è chiaro se le capre siano state addomesticate da una tribù che comprendeva già in partenza sia J1 che T1, o se l’unione tra i due gruppi sia avvenuta durante l’espansione neolitica, quando due diversi gruppi si sarebbero incontrati per caso, mescolati e infine propagati insieme.

Espansione di J1-P58 nell’età del bronzo

Secondo l’analisi filogenetica Bayesiana fatta da Kitchen et al. (2009) le lingue semitiche avrebbero avuto origine nel Levante durante l’età del bronzo, intorno al 3.750 a.C.. Si sarebbero poi evolute in tre gruppi: semitiche orientali (un ramo oggi estinto che comprendeva l’accadico), semitiche centrali (da cui nacquero l’aramaico, l’ugaritico, il fenicio, l’ebraico e l’arabo), e le semitiche meridionali (arabo meridionale ed etiope).

J1-P58, il ramo semitico centrale di J1, sembra si sia espanso attraverso la penisola araba a partire dal Levante meridionale (Israele, Palestina e Giordania) durante l’età del bronzo, in un periodo compreso approssimativamente tra il 3.500 e il 2.500 a.C.. I cammelli e i dromedari furono addomesticati in Somalia e in Arabia meridionale intorno al 3.000 a.C., ma fino al 1.100 a.C. non si diffusero più di tanto nel Levante meridionale. Questi animali hanno avuto un ruolo molto importante nella successiva diffusione delle linee J1-P58, soprattutto grazie ai Beduini delle aree desertiche del Medioriente e dell’Africa settentrionale. I Beduini oggi costituiscono una grossa fetta delle popolazioni del Sudan (33%), della Libia (15%), degli Emirati Arabi (8%) e dell’Arabia Saudita (5%).

Le due sotto cladi ebraiche di J1 più comuni, a valle di P58, sono Z18297 e ZS227. Quest’ultima include l’aplotipo Cohanim. Molti degli altri rami al di sotto di P58 possono essere descritti come semitici, nonostante solo FGC12 sembri essere direttamente legato all’espansione araba medievale partita dall’Arabia Saudita.

Secondo i pochi dati disponibili, le principali sotto cladi libanesi di J1 sembrano essere J1-Z640 e J1-YSC76. Entrambe queste linee sono state trovate anche in Sicilia, in Andalusia e in Portogallo. Questo suggerirebbe che fossero già presenti tra i Fenici. In ogni caso, siccome gli Arabi hanno in seguito conquistato le regioni originariamente colonizzate dai Fenici, non bisogna saltare a conclusioni affrettate. Le sotto cladi trovate in Sardegna sono molto utili poiché, in pratica, tutti gli J1-P58 presenti sull’isola si suppone siano stati portati dai Fenici. Questi includono Z18297 (ma quest’ultimo potrebbe essere anche ebraico), Z2324>YP4763, YSC76> FGC15940>ZS1690 and YSC76>FGC8223>FGC8216>FGC8196.

Distribuzione geografica

Distribuzione dell’aplogruppo J1 in Europa, in Medioriente e in Africa settentrional

Distribuzione dell’aplogruppo J1 in Europa, in Medioriente e in Africa settentrional


Le frequenze dell’aplogruppo J1 in Europa e in Asia occidentale tendono a variare considerevolmente da una regione all’altra. Le percentuali locali più alte in Europa si riscontrano in Grecia, in Italia, in Francia, in Spagna e in Portogallo, ma raramente superano il 5% della popolazione. In ogni caso, in Italia, in Francia e in Spagna sono presenti anche aree dove J1 è completamente assente. Perfino in Europa settentrionale, dove le frequenze nazionali rimangono sotto lo 0,5%, esistono “sacche” limitate di J1: per esempio in Scozia, in Inghilterra, in Belgio, in Germania e in Polonia. Per avere un’immagine più chiara della distribuzione europea di J1 servirebbe un campione più ampio.

Sorprendentemente anche nel Caucaso e in Anatolia, le regioni dove si pensa che queste linee abbiano avuto origine, ci sono grosse differenze tra le diverse regioni. Per esempio, i Kubachi e i Dargin del Daghestan nel nordest del Caucaso presentano oltre l’80% di J1, mentre tra i loro vicini Ingusci, situati 200 km più a nord, raggiunge a fatica il 3%. L’Anatolia orientale intorno al Lago di Van presenta oltre il 30% di J1, mentre nel sudovest raggiunge al massimo il 2%. Anche in Kurdistan le frequenze variano molto. Di certo, le dimensioni limitate del campione non aiutano ad avere un’idea precisa.

Nei paesi arabi, J1 raggiunge il suo massimo tra gli Arabi delle paludi dell’Iraq meridionale (81%), tra gli Arabi sudanesi (73%), tra gli Yemeniti (72%), tra i Beduini (63%), tra i Qatarioti (58%), tra i Sauditi (40%), tra gli Omaniti (38%) e tra gli Arabi Palestinesi (38%). Percentuali elevate si osservano anche negli Emirati Arabi (35%), nelle regioni costiere dell’Algeria (35%), in Giordania (31%), in Siria (30%), in Tunisia (30%), in Egitto (21%) e in Libano (20%). La maggior parte dei J1 arabi appartiene alla varietà J1-P858.

Filogenesi di J1

Se non siete pratici di genealogia genetica e volete capire come leggere un albero filogenetico potete partire dalla nostra Introduzione alla filogenetica.

Phylogenetic tree of haplogroup J1 (Y-DNA) - Eupedia L’albero filogenetico presentato qui sopra è basato sui dati di Yfull.com ma, laddove possibile, utilizza la nomenclatura di Family Tree DNA. Le sotto cladi principali sono evidenziate in verde.

Si può dividere J1 in due gruppi principali: da un lato la sotto clade più ampia, J1-P58, e dall’altro gli altri rami.

J1-P58 dell’Asia sudoccidentale

J1-P58 (J1a2b nell’albero ISOGG, in precedenza noto come J1e e poi come J1c3) è di gran lunga la sotto clade di J1 più diffusa. È un tipico aplogruppo semitico, e costituisce la maggioranza della popolazione della penisola araba, dove conta per circa il 40-75% di tutte le linee maschili.

Pare che, verso la fine dell’ultima era glaciale (12.00 anni fa), J1-P58 si sia espanso dall’Anatolia orientale e dal Caucaso meridionale prima verso il Tauro e i Monti Zagros e poi verso la Mesopotamia e forse verso la penisola araba. Ciò sarebbe stato possibile grazie alle migrazioni stagionali dei pastori di ovini e caprini. Le sotto cladi L860 e L93 avrebbero raggiunto le regioni montagnose della penisola araba (Yemen e Oman) durante il neolitico, mentre L816 e L862 sarebbero rimaste nella mezzaluna fertile.

Le popolazioni parlanti lingue arabe ricolonizzarono la penisola araba durante l’età del bronzo partendo dalla parte nordoccidentale della penisola, vicino a quella che oggi è la Giordania. La diffusione dell’Islam nel VII secolo d.C. ha giocato un ruolo importante nella seconda espansione di J1 dall’Arabia attraverso il Meriodiente, in Africa settentrionale e, in misura minore, in Sicilia, in Spagna e in Portogallo.

Le numerose sotto cladi a valle di L858 rappresentano l’espansione delle lingue semitiche come l’accadico, l’ugaritico, il fenicio, l’aramaico e l’ebraico. Solo la sotto clade FGC12 è direttamente legata al diffondersi dell’Islam nel VII secolo d.C. e alla lingua araba vera e propria. In ogni caso è possibile trovare questa sotto clade anche tra i Beduini e in parte tra gli Ebrei.

Circa il 20% degli Ebrei appartiene all’aplogruppo J1-P58, e molti di loro sono positivi anche per ZS227, L858 (Z642, YSC76 e FGC12) o Z18297. Tra gli Ebrei J1 L816 rappresenta una minoranza. ZS227 comprende il Cohen Modal Haplotype. Nella Bibbia ebraica, l’antenato comune di tutti i Cohen viene identificato in Aronne, il fratello di Mosè. Circa la metà di tutti i Cohanim appartiene a J1-ZS227. L’aplotipo Cohanim (YCAII=22-22) di ZS227 corrisponde alla clade profonda Z18271.

In Europa, è possibile trovare tutti e tre i rami di J1-L858 (S640, YSC76 e FGC11), soprattutto in Spagna, in Italia e in Europa centrale e orientale. La divergenza piuttosto recente dai loro cugini mediorientali (tarda età del bronzo e età del ferro) suggerisce che queste linee siano state portate dai Fenici (Sicilia, Sardegna e Spagna) e, più tardi e in misura maggiore, dalla diaspora ebraica. In Europa le percentuali più alte di FGC12 si trovano in Spagna e in Portogallo, ma anche in queste regioni ammonta a circa il 12% di tutte le linee J1, cioè meno dello 0,5% della popolazione totale. Questo dato suggerirebbe che gli Arabi avrebbero avuto un impatto genetico sulla popolazione iberica inferiore a quello di Ebrei e Fenici.

Gli Eritrei, gli Etiopi, i Somali e i Sudanesi possiedono diverse sotto cladi di J1, ma in particolare presentano J1-P56, la quale con tutta probabilità è arrivata durante il neolitico, e la sotto clade araba J1-FGC12, portata dall’espansione islamica.

Aplotipi STR all’interno di J1-P58

Per chi ha fatto analizzare il proprio DNA-Y da compagnie quali Family Tree DNA, iGenea o Genebase, alcune sotto cladi possono essere facilmente identificate grazie a marker STR specifici.

  • J1-L93 (o L92.1) e J1-L386 sono entrambi definiti da DYS446=13. L93 ha un valore di DYS641 più piccolo o uguale a 10. L386 può essere identificato grazie a YCAIIa=17. L93 è circoscritto all’Arabia Saudita, allo Yemen e all’Oman, mentre L386 si trova principalmente negli Emirati Arabi.
  • J1-Z640 (o Z641, o Z644) è molto diffuso in Siria e in Libano, ma si può trovare anche in Turchia, in Israele e nella penisola Araba, così come in molti paesi europei, in particolare in Spagna. È molto probabile fosse presente tra gli antichi Fenici. I membri di Z640+ tipicamente hanno DYS561=14. La sua sotto clade L174.1 si può identificare con un valore STR DYS594=11.
  • J1-L817 è uno dei principali cluster ebraici, definito anche da L818 e da DYS392=13. È stato trovato anche in Cina. Molti ebrei appartengono alla sua sotto clade L816.
  • J1-L823 (sotto FGC15940) corrisponde a DYS452=30. È un cluster ebraico, si trova soprattutto in Europa centrale e orientale, ma è presente anche in Spagna.
  • J1-L1253 corrisponde a DYS557>18. Sembra sia circoscritto alla Gran Bretagna e all’Irlanda.
  • J1-L1279 corrisponde a DYS497=16. È una sotto clade rara identificata negli Emirati Arabi.
  • J1-L444 is a small Arabic subclade defined by DYS531=12.
  • Both L615 è una piccola sotto clade araba definita a DYS531=12. Sia L615 (Emirati Arabi) che L859 (Iraq e Arabia Saudita) condividono un valore STR per DYS485 intorno a 14.

Distribution map of haplogroup J1-P58

J1-P58 è la linea paterna araba principale?

Osservando la mappa di J1-P58 è facile concludere che P58 sia un marker che definisce l’origine araba di un individuo, poiché raggiunge la sua massima frequenza nella penisola araba e intorno a essa. Tuttavia questa sarebbe una pericolosa semplificazione.

È molto importante distinguere chiaramente tra le genti che parlano arabo e le genti che sono geneticamente arabe: sono due cose completamente diverse. Per fare un confronto, ricordiamo per esempio che le popolazioni parlanti una lingua derivata dal latino (francese, spagnolo, portoghese, italiano, rumeno) non discendono necessariamente dagli antichi Romani del Lazio. Perfino quelli che in effetti discendono da questa popolazione potrebbero in realtà avere solo una piccola frazione del loro genoma in comune con i loro antenati Romani. Questa è la ragione per cui, oggi, la maggior parte dei parlanti lingue romanze non può essere considerata geneticamente romana.

Allo stesso modo, dal punto di vista genetico la gran parte dei parlanti arabi al di fuori della penisola araba è solo in piccola parte (o per nulla) araba. Nella metà settentrionale del Medioriente, molte delle genti che si definiscono arabe sono infatti discendenti di altre popolazioni storiche, come per esempio i Fenici, gli Assiri, i Babilonesi o anche gli Urriti. Molte di queste genti sono soprattutto J2, o appartengono ad altri aplogruppi (E1b1b, G, J1, L, Q, R1a, R1b, T).

La confusione nasce dal fatto che la lingua araba, apparsa poco più di 1.500 anni fa, è molto più giovane dell’aplogruppo J1 (31.000 anni) o anche della sua sotto clade P58 (14.000 anni). Anche la sotto clade J1-L858 (5.000 anni), legata alle popolazioni dell’Asia sudoccidentale, precede ampiamente la nascita della lingua araba. L’antenato comune degli odierni uomini J1-L858 è vissuto circa 4.500 anni fa, un periodo che corrisponde allo sviluppo delle più antiche lingue semitiche come l’accadico e l’amorrita. L858, infatti, non è specifico della penisola Araba, ma si trova anche tra gli Ebrei (soprattutto la sotto clade Z460), tra i Libanesi, tra i Siriani e tra gli Iracheni. In altre parole, L858 copre tutta quella regione dove si parlavano le antiche lingue semitiche, già prima che nascesse l’arabo. Questa è la ragione per cui L858 dovrebbe essere inteso in senso più ampio come semitico e non semplicemente come arabo, anche se molti levantini e mesopotamici sono stati più tardi arabizzati. Gli ebrei sono una di quelle popolazioni semitiche che non è stata arabizzata, e difficilmente qualcuno sosterrebbe che gli Ebrei sono geneticamente Arabi o viceversa.

La vera linea degli Arabi storici (principalmente provenienti dalla Giordania e dalla penisola Araba) è J1-FGC12 (o S21237). Questa sotto clade ha cominciato a espandersi nella penisola araba poco più di 3.000 anni fa ed è poi esplosa negli ultimi 1.300 anni, come si può vedere nell’albero filogenetico completo presente su Yfull.com. Oggi, le linee J1-FGC12 genuinamente arabe si trovano in tutto il mondo arabo, ma rappresentano solo una piccola parte delle linee presenti in una qualsiasi di queste regioni, se si esclude la penisola araba.

Gli appartenenti alle altre sotto cladi di J1 non possono essere considerati i discendenti paterni dei primi parlanti arabi. Queste linee J1 sono state semplicemente arabizzate insieme ad altri aplogruppi (J2, Q1b ecc.) durante l’espansione dell’Islam avvenuta a partire dal VII secolo d.C.. Cosa ancora più importante, J1 FGC12 non è l’unico aplogruppo diffusosi con l’espansione araba. Oggi solo il 40% dei Sauditi e il 30% dei Giordani appartiene a J1 (molti ma non tutti a FGC12). E1b1b-M34 è un’altra importante linea araba, identificabile nel 25% dei Giordani e nel 10% dei Sauditi. Proprio come J1-P58, E-M34 è condiviso con gli altri cugini semiti, gli Ebrei. L’aplogruppo E1b1b è considerato il candidato principale per l’origine e la diffusione delle lingue afro-asiatiche attraverso tutta l’Africa settentrionale e orientale, cosi come in Asia sudoccidentale. Le lingue semitiche sembra abbiano avuto origine all’interno della sotto clade M34 del ramo E1b1b. C’è almeno una sotto clade specifica, più profonda, associata con certezza allo sviluppo della lingua araba e a J1-FGC12, ma non è stata ancora identificata con precisione. Si noti che E-M34 stessa ha molte migliaia di anni, e si trova anche in paesi non semitici come la Turchia, la Grecia, l’Italia e la Spagna.



Altre sotto cladi

Nel Caucaso, in Anatolia e in Europa la maggior parte dei J1 non appartengono alla varietà J1-P58. Questi rami si sono separati durante l’era glaciale e non hanno niente a che vedere con le genti semitiche. L’origine di J1, infatti, è identificabile intorno al Caucaso, e questo spiegherebbe perché tutti i suoi rami, P58 escluso, hanno il massimo di diffusione in questa regione così come in Anatolia e in Europa.

J1a1 (M365.1) è stato trovato in Europa occidentale (penisola iberica occidentale, Pirenei francesi, Belgio e Inghilterra), in Iran settentrionale e in Qatar ma solo con frequenze molto basse. Potrebbe essere arrivato in Europa durante il mesolitico o come una linea minore del neolitico.

J1a1b1 (P56) è un cluster arabo minore, si trova sulle coste arabe del Mar Rosso, in Yemen e in Etiopia. Viene identificato da un valore STR di DYS641=11.

J1a2a (Z1828) è definito da un valore STR DYS436=11 e DYS388<15. Dopo J1-P58, è la seconda clade più diffusa tra quelle poste più in alto nell’albero filogenetico. È molto frequente intorno ai Monti del Tauro e ai Monti Zagros e in tutta la regione del Caucaso, ma si trova anche, con frequenze minori, in Turchia occidentale, in Grecia, in Ucraina, in Italia meridionale, in Europa centrale, in Francia e nelle Isole Britanniche. La sotto clade L1189 sembra essere principalmente nordeuropea (ma ci sono anche alcuni campioni ritrovati in Grecia e nella penisola Araba). Sotto a Z1842, la sotto clade CTS1460 è confinata geograficamente al Caucaso, ai Monti Zagros e al Tauro, mentre ZS3089 si trova per lo più intorno all’Armenia e all’Azerbaijan.

L1189 e Z1842 potrebbero essere state tra le linee minori che hanno accompagnato il principale gruppo neolitico G2a. Ciò spiegherebbe la loro ampia distribuzione geografica e la bassa frequenza al di fuori della loro regione di origine. Proprio come l’aplogruppo G2a, J1 potrebbe essere stata una delle linee principali che ha portato gli animali domestici in Europa. Sia G2a che J1 raggiungono il loro picco di frequenza nel Caucaso, dove alcuni gruppi etnici sono quasi esclusivamente J1 (i Kubachi, i Kaidak, i Dargin, gli Avari), mentre altri hanno livelli molto alti di G2a (gli Shapsigh, gli Osseti del nord). Molti dei gruppi etnici del Caucaso settentrionale presentano tra il 20 e il 40% di ciascuno di questi aplogruppi che rappresentano di gran lunga gli aplogruppi dominanti. Nel Caucaso meridionale (Georgia, Armenia, Azerbaijan), l’aplogruppo J2 si aggiunge all’insieme, e infatti ha un’incidenza appena più alta di J1 o G2a. L’unica a distinguersi dal gruppo è l’Armenia, dove è presente una minoranza sostanziale di J1-L147.1 (L862) che costituisce almeno un terzo di tutti i J1, cioè circa il 4% della popolazione.

J1b (F1614, Z2223) è apparsa subito dopo l’ultimo massimo glaciale (circa 26.500/19.000 anni fa). È probabile che si sia diffusa in Europa e in Anatolia durante il paleolitico e il mesolitico a partire dal Caucaso. J1-Z2223 corrisponde a un valore STR DYS446=12. È stato ritrovato in Egitto, in Anatolia, in Italia, in Spagna, in Germania, in Belgio e nelle Isole Britanniche. I membri di J1b negativi per Z2223 si trovano in Finlandia, in Oman e in India.

Individui famosi

Coat of Arms of the Hashemite Kingdom of Jordan during the reign of King Hussein

Gli Hashemiti sono la famiglia reale dell’Higiaz (1916-1925), dell’Iraq (1921-1958) e della Giordania (1921-presente). La famiglia appartiene ai Dhawu Awn, uno dei rami degli Sharif Hasanidi della Mecca. Essi hanno dominato la Mecca dal X secolo fino alla sua conquista da parte della casa dei Sauditi nel 1924. Il loro antenato eponimo è Hashim ibn Abd Manaf, bis bisnonno del profeta musulmano Maometto. I forum che si occupano di DNA arabo hanno riportato che due analisi fatte sui membri della famiglia reale giordana (kit privati) sono positivi per la mutazione L859 a valle di FGC12.

Secondo uno studio fatto da L.A. Ferydoun Narjesteh van Waalwijk van Doorn e Sahar Khosrovani e pubblicato in Qajar Studies, Journal of the International Qajar Studies Association, volume VII (2007), la dinastia Qajar, rappresentante la famiglia reale iraniana che ha dominato sulla Persia dal 1785 al 1925, apparteneva all’aplogruppo J1.

Dustin Hoffman in 1984 (photo by Gorup de Besanez - CC BY-SA 3.0)

L’acclamato attore e regista ebreo Dustin Hoffman (nato nel 1937) pare appartenga all’aplogruppo appears to belongs to haplogroup J1-Z18271 (a valle di ZS227), che corrisponde alla linea Y di Aronne. Durante la sua carriera Dustin Hoffman ha ottenuto 7 nomination agli Academy Awards, ne ha vinti due e ha vinto 6 Golden Globes su 13 nomination. Ha ricevuto l’AFI Life Achievement Award nel 1999 e il Kennedy Center Honors Award nel 2012.

Altri membri famosi dell’aplogruppo J1

  • Alan Dershowitz (nato nel 1938): è un avvocato, giurista e autore americano. È un importante studioso delle leggi costituzionali e criminali degli Stati Uniti, e un difensore dei diritti civili. Nel 1967, all’età di 28 anni, divenne il più giovane professore in legge nella storia della Harvard University. Il suo aplogruppo è stato identificato durante la trasmissione TV Finding Your Roots.
  • Bennett Greenspan (nato nel 1952): un pioniere della genealogia genetica e fondatore di Family Tree DNA, la prima compagnia americana a offrire test genealogici del DNA direttamente al pubblico. Appartiene a J1-L823.


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